Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Immagino di essere fuoco,
un falò improvvisato
in una sera di fine estate.
Vorrei ascoltare corde di chitarra
vibrare nel buio,
vedere mani alzarsi a tempo,
sentire risate ubriache di giovinezza.
Scalderei ginocchia infreddolite,
abbrustolirei pane e carne,
illuminerei occhi lucidi
e una coppia nascosta poco più in là,
convinta che nessuno la stia guardando
mentre si bacia furtivamente.
Immagino di essere acqua,
nata sottile tra le pietre di montagna.
Scorrerei accanto ai pesci silenziosi,
sfiorando radici e sassi levigati,
portandomi addosso il verde dei boschi
e il freddo limpido delle altezze.
Diventerei torrente,
poi fiume,
poi qualcosa di più grande di me.
Attraverserei ponti, stagioni, paesi,
trascinando foglie, memoria e cambiamenti,
fino al mare,
dove ogni goccia smette di essere sola
e finalmente si mescola.
Immagino di essere aria,
una brezza leggera,
di quelle che arrivano improvvisamente
e nessuno desidera mandare via.
Rinfrescherei fronti accaldate d’estate,
muoverei dolcemente i capelli dei bambini al parco,
darei tregua alle ali stanche degli uccelli.
Entrerei dalle finestre aperte,
farei danzare tende chiare,
suonerei le foglie degli alberi
come piccole mani su tamburi verdi.
E anche quando nessuno mi nota,
continuerei a sorvolare il mondo.
Immagino di essere terra.
Resterei immobile
mentre tutto cambia sopra di me.
Custodirei semi, ossa, pioggia,
radici che cercano spazio,
lacrime cadute senza testimoni.
Sentirei il peso dei passi,
la corsa degli animali,
la vita nascere
e la morte ritornare impotente
nel mio silenzio scuro.
E non giudicherei nulla.
Accoglierei ogni cosa,
perché persino ciò che finisce
ha bisogno di una casa.
Immagino di essere etere,
il tutto e il niente degli spazi vuoti.
Attraverserei ogni cosa
senza appartenere a nulla,
invisibile perfino agli occhi
che cercano continuamente una forma.
Sarei il silenzio tra due respiri,
lo spazio residuo di un abbraccio non dato,
resterei sospesa tra parole mai pronunciate.
Vivrei nell’infinito impossibile da concepire,
tra stelle, galassie, materia e luce.
Sarei dentro ogni cosa
e, allo stesso tempo,
ogni cosa.